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martedì 22 agosto 2017

Quando l'orto si fa arte....di montagna

Chi ha soggiornato a Cogne (AO) anche solo per pochi giorni, avrà sicuramente notato l'orto capolavoro dell'Hotel Bellevue, ai margini del prato di Sant'Orso. 
Un'opera d'arte vegetale che, prima di stuzzicare il palato con le primizie di cui è composta, si fa ammirare per la perfetta geometria del disegno sapientamente strutturato e abilmente curato dall'autore.

                                   

Anche un orto, infatti, oltre ad essere utile può e deve essere bello. E' divertente immaginarlo e progettarlo, magari facendo uno schizzo a partire dall'altezza delle piante scelte o accostando i diversi colori o il tipo di foglia.  
Negli orti di montagna è il verde a farla da padrone, in tutte le sue sfumature che si alternano tra le foglie leggere del finocchio, le diverse varietà di insalata, di bietola, cipolla, patate e le maestose foglie del rabarbaro.

                                     
               





Non trovate che sia bellissimo? Quest'anno non siamo riusciti ad organizzare l'orto estivo, ma siamo decisi a progettarne uno per l'inverno scegliendo diverse varietà di cavolo, carote, bietole e finocchio....e poi? Quali altre piante invernali mi suggerite?
 Lo spazio a disposizione non è molto, ma se ben organizzato, sono sicura che il nostro kitchen garden sarà una gioia per gli occhi e per il palato.

                                                             💛💙💜💚

If you go to Cogne, a lovely village in the Italian Alps, you will certainly notice this amazing kitchen garden. It belongs to a beautiful Hotel right on the border of the magnificent lawn of Sant'Orso.
Perfect botanical mastepiece, it was designed with great ability to catch the eye of the tourists who stop in front of it to admire its harmony.
Kitchen gardens can and must be beautiful, not only useful. Planning and drawing them is great fun as you can chose among plenty of different plants according to the climate and the season. In mountain kitchen gardens the colour that prevails is green, in all its different shades.
We didn't get to plant our summer kitchen garden this year, but we're determined to create one for the winter. We'll grow carrots, cabbages, salad, beets and fennel....what else do you suggest?  I'm looking forward to admiring and tasting our own little country masterpiece.

mercoledì 2 agosto 2017

Il mondo in un giardino

La maggior parte delle piante che popolano i nostri giardini e che, erroneamente, consideriamo autoctone perchè sono coltivate in Europa ormai da secoli, provengono in realtà da terre lontane e sono giunte a noi grazie al coraggio, alle inutizioni e alle capacità dei "cacciatori di piante": esploratori botanici che, su mandato di ricchi mecenati, di giardini botanici o a proprie spese, si imbarcarono verso gli altri continenti con lo scopo di ampliare i confini dell'universo botanico europeo.
La sete di nuove piante cominciò a farsi sentire già in tempi antichissimi. Pare, infatti, che la regina faraone Hatshepsut nel XV sec. AC, abbia voluto importare in Egitto alberi di incenso la cui preziosa resina era usata sia in cerimonie religiose che come medicamento. Anche i romani si resero artefici di vari movimenti di piante dal Mediterraneo ai territori conquistati (portarono, ad esempio, gli alberi di noce e fichi nel Regno Unito). E non dimentichiamo i mercanti e i monaci che, dalle lontane terre della seta, portarono spezie e, probabilmente, altre varietà di piante coltivate poi nel silenzio dei loro orti.
La vera era delle importazioni botaniche, tuttavia, iniziò con le grandi esplorazioni geografiche. La scoperta di nuove terre al di là del mare o di vie più veloci per raggiungere quelle già note scatenarono una vera e propria gara per la conquista, non solo di nuovi territori, ma anche di esotiche varietà botaniche da studiare, collezionare e immettere sul mercato.
Dopo secoli di viaggi, alcuni dei quali anche molto rischiosi, possiamo esibire nei nostri giardini piante e fiori dai mille colori.
E se la storia fosse stata diversa? Se le spedizioni botaniche non si fossero mai svolte? Quali piante sparirebbero dal nostro giardino?
Mi sono divertita a giocare un po' con il mio, ed ecco alcuni dei firoi di cui dovrei fare a meno se le piante che lo popolano non fossero mai giunte da terre lontane:

                                                       
                                               Dahlia, originaria del Messico


                           Echinacea, originaria delle praterie del nord America


                                     Rosa Banskiae Lutea, originaria della Cina


                                        Rosa chinensis "Old Blush"


Rosa chinensis "Cecile Bunner"

Le rose cinesi arrivarono in europa sul finire del XVIII secolo portando con sè il gene della rifiorenza. Senza di loro, forse, non avremmo rose fiorite tutto l'anno.

                       
     Fuchsia, originaria diAmerica meridionale e della Nuova Zelanda


                       Lantana, originaria di America meridionale e centrale

 Hydrangee, originarie dell'Asia (in Giappone crescono spontaneamente nei boschi) e dell'America settentrionale (specie quercifoglia e arborescens)


 Pelargonium imperiale (da noi noto come geranio) e tutti gli altri pelargoni, originari del Sud Africa


                                        Plumbago, originario del Sud Africa


                    Salvia farinacea, originaria dell'America centro-meridionale


                                   Petunia, originaria dell'America meridionale

Molto colore in meno mel mio giardino senza tutti questi pezzi del nostro bellissimo mondo che lo popolano.

Per approfondire la conoscenza dell'affascinante mondo delle esplorazioni botaniche, consiglio la lettura del bellissimo libro di Carolyn Fry, The Plant Hunters, edito da Andre Deutsch



                                                                  💚💙💜💛

The vast majority of the plants that we grow in our gardens came to Europe centuries ago, thanks to the courage, intuitions and knowledge of the plant hunters that travelled all around the world in search of new species which could widen the borders of the botanical universe.
The thirst for new plants has its roots in the remote past. Pharaoh Hatshepsut in the fifteenth century BC imported frankincense trees to Egypt in order to use its resin fot its healing properties and in religious cerimonies. The Romans carried important plants to their new territories (for instance, they brought to the UK walnut and fig trees), merchants and monks brought back from the Far East not only spices, but most probably also new plants that they started growing in their gardens.
However, the true era of botanical explorations started with the discovery of new lands beyond the sea or of fastest ways to reach the lands of the Far East. This sudden expansion of the world's borders caused a true race not only for the conquest of new colonies, but also of new exotic plants to trade.
But what if this never happened? What if explorers never left from European harbours coming back with their precious treasures?  Which plants would disappear from our gardens?
I played with mine and these are the plants that I should erase from it.

venerdì 28 luglio 2017

Buon compleanno Beatrix Potter!

Il 28 luglio 1866, nasceva nel famoso quartiere londinese di Kensington una delle scrittrici e illustratrici più famose al mondo: Beatrix Potter. In molti la stanno ricordando oggi e mi voglio unire anch'io a questo coro di auguri focalizzando, però, l'attenzione su una parte meno nota della sua vita.


Dopo aver raggiunto il successo con la pubblicazione dei suoi libri illustrati e dopo la tragica e prematura scomparsa del fidanzato Norman Warne, Beatrix, donna determinata e coraggiosa, si trasferì definitivamente nel Lake District che già conosceva bene perchè la sua famiglia era solita trascorrervi le vacanze. L'osservazione attenta della natura di questo luogo incantato, le aveva già ispirato la maggior parte dei suoi popolari personaggi e ambientazioni, ritratte magistralmente ad acquerello.


L'acquisto di Hill Top Farm, nel bellissimo villaggio di Near Sawrey, rappresenta una svolta nella sua vita che diventerà votata alla preservazione e promozione della bellezza di questo paesaggio che aveva già ispirato il famoso poeta William Wordsworth e che nei primi decenni del '900 cominciava ad essere minacciato dal mercato edilizio.


Per evitare che i proprietari terrieri dei dintorni si decidessero a vendere le proprie fattorie a costruttori che avrebbero deturpato il paesaggio, Beatrix cominciò ad acquistare diverse proprietà in  accordo con il National Trust che era stato fondato nel 1895.

Dobbiamo a lei, alla sua intuizione e alla sua generosità la possibilità di godere ancora oggi dello stessa bellezza che videro i suoi occhi.


Man mano che Beatrix acquistava fattorie, imparava a conoscere anche gli animali che le popolavano, diventando allevatrice esperta di pecore di razza Herdwick a rischio estinzione. Fece molto per difendere e promuovere la sopravvivenza di questi animali che ancora oggi popolano la campagna del Lake District.

           Beatrix ad una fiera con una delle sue percore appena premiate

Alla sua morte, avvenuta nel 1943, tutti i suoi possedimenti nel Lake District furono donati al National Trust che ancora oggi li cura come una grande eredità secondo il suo motto "Per tutti, per sempre".
Buon compleanno cara Beatrix e grazie per aver difeso la bellezza della tua terra anche per noi!


Beatrix in tenuta da giardiniera a Hill Top

 A chi volesse approfondire la conoscenza con una Beatrix diversa da quella più famosa consiglio il libro: Beatrix Potter's gardening life di Marta McDowell, dedicato alla sua competenza di giardiniera.


                                                               
N.B. Il National Trust è la fondazione britannica che tutela il paesaggio e i beni artistici del Regno Unito. Nel 1975 ispirò la nascita del Fondo Ambiente Italiano (FAI)

Le foto di questo articolo sono tratte dal web

                                                                💙💚💚💛


 Today I want to celebrate one of my favourite writers and artists: Beatrix Potter. A lot of people are paying a tribute to this wonderful woman and to her life. I want to focus on a less known aspect of her biography, that is her great commitment to the preservation of the natural landscape of a magnificent area like the Lake District. When she moved there, after her fiancè's sudden and tragic death, she bought the beautiful Hill Top farm where she lived for a few years creating a lovely cottage garden all on her own. In the first years of 1900, the beauty of the District was in danger, real estate agencies were eager to buy the farms and build plenty of new cottages. This would have meant the destructions of the landscape. So Beatrix began buying farms and refused to sell them. She learnt a lot about farming and breeding, preventing also the extinction of the Herdwick Sheep, an endangered breed typical of North West England. When she died in 1943, all her lands were inherited by the National Trust which continues to preserve them for us all in the true spirit of its motto "forever, for every one".
So, happy birthday dear Beatrix and thank you for what you have done to protect beauty!


lunedì 10 luglio 2017

Pergolato o giardino d'inverno?

In estate il confine tra casa e giardino viene, in un certo senso, annullato grazie ai terrazzi e ai pergolati dove si spostano alcune delle attività normalmente svolte all'interno.
Io ho la fortuna di avere un piccolo spazio coperto da un pergolato in legno dove trascorro molto tempo, anche perchè è in una posizione piuttosto ventilata e quindi piacevole anche se c'è il sole caldo di luglio.

 
Il mio pergolato


Nel Regno Unito e nella maggior parte dei paesi nordici, dove il clima risulta essere più rigido anche in estate, invece delle pergole i cottage e le ville hanno i così detti "giardini d'inverno" o "conservatories".
Chi non vorrebbe avere la possibilità di costruire una veranda da sogno come quelle nelle foto che ho selezionato? Un vano in più per potersi sentire in giardino anche in un giorno di pioggia o nella brutta stagione, quando i vetri che lo costituiscono quasi interamente riflettono il tepore del sole riscaldando l'ambiente.



  Un vano da arredare a seconda del proprio gusto, per renderlo bello e confortevole. 
Queste verande sono nate addirittura in epoca elisabettiana (XVI sec.) come serre nelle quali coltivare gli agrumi provenienti dal Mediterraneo, inizialmente furono infatti chiamate "orangeries". 



Le scoperte botaniche dei "cacciatori di piante" che si avventurarono nei paesi esotici in cerca di verietà rare che potessero arricchire i giardini dei ricchi mecenati che finanziavano le loro spedizioni o ampliare le conoscenze botaniche uropee, trasformarono le "orangeries" in serre ("greenhouse") che nel XIX secolo furono costruite sfuttando i nuovi materiali edili (ferro e acciaio) e le tecniche di riscaldamento più innovative.




In epoca vittoriana il "giardino d'inverno" cominciò a trovare anche un uso domestico, trasformandosi in un salotto  per il relax o per il ricevimento degli ospiti all'ora del tè.
Interessante notare come, nel corso del secondo conflitto mondiale, si registrò una battuta d'arresto nella costruzione di queste strutture a causa dell'uso bellico dei materiali di cui erano costitutite.

                                      


Non trovate anche voi meravigliosi questi salotti che si protendono verso il giardino eliminando il confine fisico che lo separa dalla casa?

Le immagini sono tratte dai siti:
www.angliahome.co.uk
www.qcconservatories.co.uk
www.valigardenhouses.co.uk
Date uno sguardo se volete sognare con me....

 💛💚💙


Conservatories have a long and interesting history. The were first built in the Elizabethan age to grow citrus fuits, indeed they were also called "Orangeries". Later on they were turned into greenhouses to recover the new exotic plants chased, discovered and brought to Europe by the "plant hunters" who enlarged private collections and contributed to widen the Europeans' botanic knowledge.
In the XIX century, thanks to the new building materials and heating systems brought about by the Industrial Revolution, new and bigger structures were built (one of the most stunning is the greenhouse at Kew Gardens). At the time almost every cottage or mansion had its own greenhouse or conservatory. In the Victorian age, conservatories became living rooms where families could host tea parties or simply  enjoy their free time together.. During World War II, the need for iron and glass stopped the construction of conservatories.
Today, we can easily state that a conservatory is one of the most popular features of British gardens as it perfectly achieves the fusion between house and garden advocated by the "cottage garden revolution" prophets such as Miss Gertrude Jekyll.
Due to climate reasons, in Italy we don't have many conservatories, even if they're becoming more and more fashionable. What you'll most probably find in our gardens are pergolas that will protect us from the powerful Mediterranean sun. 

mercoledì 28 giugno 2017

Vado a vivere in campagna



Dopo anni vissuti nella periferia londinese, la scrittrice Victoria Connelly e suo marito Roy, affermato pittore paesaggista, decidono di dare vita al loro sogno trasferendosi nel Suffolk, contea dell'Inghilterra orientale appartenente alla regione della East Anglia e percorsa da fiume Stour.

Un casa da sogno in un villaggio da sogno, di quelli dipinti da Beatrix Potter con deliziosi piccoli cottage dal tetto di paglia e circondati da rigogliosi giardini stracolmi di rose, piselli odorosi, bordure di alcea e di lupini.

 Il grande pittore romantico John Constable visse qui immortalando sulle sue tele celeberrime la bellezza di un paesaggio che rimane ancora oggi incontaminato.

Mulberry Cottage è la casa che ogni amante della campagna vorrebbe e che la Connelly ci racconta nei diari che ha dedicato alla sua nuova vita: Escape to Mulberry Cottage, dove seguiamo lei e il marito dalla ricerca della casa ideale fino al trasloco e al primo anno di vita rurale, descritto poi quasi mese per mese in "A year at Mulberry Cottage". Summer at Mulberry Cottage è il diario puntuale dell'estate in campagna, quando finalmente si può gioire dei frutti del giardino che diventa vera e propria estensione della casa.

Dopo l'estate passata in cerca della nuova casa di campagna, l'acquisto viene concluso e la coppia riesce a trasferirsi nel Suffolk a autunno inoltrato. La sera del trasloco, una felice sorpresa attende i due artisti sfiniti e affamati: una vicina di casa bussa alla porta e offre, in segno di benvenuto, un piatto di scones: siamo davvero nel mondo contemporaneo? Nuovi vicini di casa accolti con calore e affetto piuttosto che con sospetto e freddezza? A seguire una serie di inviti a cena  ai quali Victoria risponde con un party pre-natalizio che inaugura davvero la nuova vita!





Compagne fedeli della coppia una cagnolina di razza Springer Spaniel e un gruppetto di galline salvate dalla vita in batteria che nel Suffolk troveranno la loro piena libertà ruspante!


                                          (foto gentilmente inviatami da Victoria Connelly
                                                   photo kindly sent by Victoria Connelly)

Ogni mattina Victoria ci ospita nelle sue lunghe passeggiate alla scoperta della campagna circostante: dolci colline si estendono a perdita d'occhio, circondate da boschi ricchi di fauna: tassi, cervi, volpi....certo la volpe può fare paura alle galline, ma anche questa è campagna.
Mese dopo mese viviamo le stagioni con la natura che cambia: in inverno si sveste consentendo alla vista di spaziare sul paesaggio che, a partire dalla primavera, sarà nuovamente nascosto da alberi e arbusti, nuovamente coperti di verde.

L'inverno non è triste per chi ama il giardino: è tempo di scelte e di progetti. Si consuma ciò che l'orto e il frutteto hanno regalato e ci si scalda seduti accanto al camino con un buon tè fumante.
Poi, finalmente, la primavera con le semine e le sue pioggerelline che a volte diventano vere bufere: tanta benedizione per la terra pronta ad esplodere nei suoi mille colori.
Passa l'estate, alternando fioriture e raccolti che gli abitanti del villaggio saranno ben lieti di mettere in mostra e condividere alla fiera campestre. A giugno si aprono i giardini del villaggio ai visitatori che liberamente entrano e escono alla ricerca di spunti e idee: chi ama i propri fiori non ne è geloso, vuole che la gente li veda perchè sono il suo orgoglio, non li nasconde e, se qualcuno lo chiede, ne regala talee.


 Altra idea che ho trovato stupenda: una vicina di casa di Victoria a luglio organizza un "Swimming and cherry-picking party", cioè invita le vicine a casa, alternando la raccolta di ciliegie a nuotate in piscina! Ma si è mai vista una cosa così dalle nostre parti? Qui da noi, per lo più, vige la regola: le ciliegie e la piscina sono mie! Altolà! Giù le mani! Guai! ..... Io trovo questa dimensione di villaggio d'altri tempi così bella! In alcuni luoghi di campagna e montagna si vive ancora questo spirito comunitario anche in Italia; qui da noi, invece, è praticamente scomparso del tutto, putroppo.
Poi arriva l'autunno, con i suoi colori cangianti e le sue feste tradizionali: lo Harvest Festival (la festa del raccolto per il quale ringraziare e condividere con chi non ha nulla) e naturalmente Halloween  che sembra aprire la strada ai preparativi e agli addobbi del periodo natalizio.
Torna l'inverno e riprende la danza delle stagioni: ciclicità magica che solo chi vive in campagna può assaporare a pieno.


Se, come me, amate l'Inghilterra e i suoi paesaggi e se conoscete l'inglese (perchè purtroppo i libri di Victoria non sono ancora tradotti in italano), vi consiglio di leggere sia i tre libri dedicati a Mulberry Cottage che The Rose Girls e Love in an English Garden appena pubblicato su Kindle.
Potete anche seguire le avventure di campagna di Victoria&co sulla pagina facebook e sul blog  http://victoriaconnelly.com



 Tutte le immagine sono state prese dal web e da Pinterest

💚💗💙💛

After years spent in the outskirts of London, writer Victoria Connelly and her artist husband decide to move to the beautiful countryside of Suffolk, a lovely county in East Anglia crossed by the River Stour. Here the famous Romantic painter John Constable lived and worked, impressing on his canvases the beauty of this perfect landascape.
Mulberry Cottage is a dream house surronded by a typical English garden with an orchard and room enough for a large vegetable garden, some ex battery hens and a lovely dog. A dream house lost in a dream world like the one painted by Beatrix Potter, with tiny thatched roof cottages full of roses and flowers everywhere.
We can follow the author's new life in her three books: Escape to Mulberry Cottage, A year at Mulberry Cottage and Summer at Mulberry Cottage, all available in the Kindle version.
It's a real pleasure reading about the cycle of the seasons changing the landscape with their rythm. 
Winter is the time of rest both for the countryside and its inhabitants. It's not a sad season, because it brings Christmas and all its lovely decorations and traditions, new plans and projetcs for the garden and a lot of time to spend in front of the fireplace with a mug of smoking tea in one hand and a book in the other one (or better, a flower catalogue to choose new plants).
Here comes spring with all its colours, flowers, longer days to be spent outdoor, warmer weather and more time to walk and explore the amazing landscape of the Stour Valley.
Summer is the best season to live the garden, of course. It's also the time to taste the fruit and vegetables sown in the first months of spring. This is the glorious season of coutry fairs, open gardens, outdoor parties and all the other features of an ancient community life so typical of the British world which have probably disappeared almost everywhere here in Italy.
If you love England and its rural world as much as I do, download Victoria  Connelly's books on your kindle and you'll have the chance to share her beautiful world full of nature and roses.
You can also follow Victoria on facebook and on her blog:  http://victoriaconnelly.com



giovedì 22 giugno 2017

Nella valle dei sogni

Un piccolo cottage di campagna: in giardino, archi di rose accompagnano le lente passeggiate nella fresca brezza del mattino o nelle pigre ore dei pomeriggi d'estate. Tutto intorno, un lieto ronzio di api fa da controcanto all'allegro cinguettio degli uccellini  che tiene compagnia a chi, seduto alla frescura di un vecchio nocciolo, si perde tra le pagine di un libro o cerca di immortalare la bellezza di un fiore con i tocchi delicati del suo pennello. In salotto, una mano gentile ha già apparecchiato il tavolino per l'ora del tè: oggi la tazza in fine porcellana inglese ricorda la primavera con le sue delicate violette. Nell'aria il profumo di deliziosi scones appena sfornati e pronti ad essere farciti con clotted cream e marmellata di fragole, come vuole la tradizione British.



Una fiaba? Un sogno romantico creato dalla penna di una scrittrice vittoriana? No, in realtà per ritrovare questa delicata atmosfera, basta recarsi nella campagna di Formia, dove il mondo incantato di Quieta Radura e della Valle delle Rose ha avuto origine, grazie alla talentuosa creatività di una giovane artista e scrittrice: Clelia Canè, la Beatrix Potter contemporanea.
Sono entrata nel mondo di Clelia ormai diversi anni fa e ne sono rimasta incantata per la sua atmosfera romantica e per la bellezza che vi si respira. Un mondo gentile fatto di piccoli gesti garbati e dolci rituali che scandiscono le ore del giorno infondendo pace e serenità.

La carriera artistica di Clelia Canè nasce con la sua passione per il disegno che coltiva fin da piccolissima e che la porterà a diventare una eccellente illustratrice e pittrice naturalistica: i soggetti e le tinte delicate dei suoi acquerelli ricordano quelli di una delle sue muse ispiratrici Beatrix Potter. Il talento e la creatività di Clelia sfociano nella creazione di Quieta Radura, un piccolo bosco abitato da una comunità di topolini operosi che vivono a stretto contatto con la natura  e nel rispetto reciproco. Un mondo di fiaba che nasconde l'invito a cercare di essere davvero gentili e solidali come i topini del bosco ai quali Clelia dedica tre libri deliziosi: Gelo d'autunno a Quieta Radura, La sorpresa di Natale e Un tè nel bosco di Quieta Radura.


A partire dal 2012 inizia l'attività della scuola d'arte La Bottega del Pruno Selvatico con workshop creativi per gradi e piccini che sfociano nelle lezioni private di scrittura creativa e acquerello botanico che anch'io sto seguendo da un paio d'anni, anche se, a causa del mio poco tempo, non sono un'allieva molto diligente.
Dalla volontà di dare realmente vita al mondo delicato della Valle delle Rose: "la più antica e magica valle del bosco di Quieta Radura",  da poco tempo Clelia ha avviato un'attività di vendita online di romantiche porcellane inglesi, libri e oggetti vintage, tutti scelti secondo il gusto tipicamente britannico di questa giovane e talentuosa sognatrice.


La capacità di credere nei propri sogni e di impegnarsi ogni giorno per realizzarli è un dono, secondo me. Quante persone vivono tristemente, ancorate ad una realtà che non piace, limitandosi a  lamentarsene senza mai provare ad alzare la testa per  guardare al di là del quotidiano per progettare, ideare, sognare e magari tentare  di cambiare ciò che si può. Sognare non costa nulla e non è proibito....certo non tutti i sogni si potranno realizzare, ma perchè non provarci? E allora forza, cara Clelia "never stop dreaming....." e vedrai che nella tua valle fioriranno tantissime rose profumate!

Per chi volesse conoscere meglio il delicato mondo di Clelia Canè:
http://www.cleliacane.com/valledellerose/