La coccinella giardiniera

“Permetti anche ad altre creature di vedere questo mondo 

e fa sì che gli animali stanchi e feriti possano riposare” 



(foto dal web)

 Ah quante sofferenze per il giardiniere! Ci si prepara tutto l'inverno ad assistere alla fioritura delle rose e poi mal bianco, macchia nera (sembrano furfanti da fumetto e lo sono proprio), cetonie nefaste e afidi trasformano il nostro sogno di mezza estate in un incubo da cui fuggire. Ma il giardinaggio non era rilassante? Beh sì, lo è se si affrontano le sfide con serenità: il contatto con la terra ci aiuta a radicarci e a connetterci con il qui e ora, accettando senza giudizio anche le cose che ci fanno innervosire,  parassiti compresi. 

Del resto, se la si rispetta non usando pesticidi chimici, Madre Natura ci invia i rinforzi! Fate due passi tra le rose, chinatevi ad osservare e vedrete che proprio in questi giorni ci sono una miriade di super eroi: le coccinelle!

State pur certi che se ci sono afidi (e in questo maggio secco ne sono nati veramente tanti) presto arrivano le nostre eroine dal manto rosso a combattere per rendere le nostre rose più belle e sane. Però attenzione!! Le coccinelle non nascono così carine come le conosciamo, anzi. Allo stadio di larva sono proprio bruttine e potrebbero facilmente essere confuse con parassiti dannosi. E' importante riconoscerle e lasciarle stare tra le foglie fino a che la metamorfosi sarà compiuta e le nostre piccole amiche potranno iniziare la loro lotta contro i parassiti.

In questa scheda che ho trovato sul web si vede bene il ciclo di vita di una coccinella. 


Ma con tutti i parassiti che ci sono come faccio a riconoscere le uova di coccinella? Per darvi un'idea di come si presentano dal vivo questa immagine può essere utile



Proprio stamattina ho notato stadi diversi della metamorfosi, le immagini non sono delle migliori, ma spero rendano l'idea.


Larva


Pupa



Coccinella adulta che mangia afidi


Le coccinelle appartenengono all’ordine dei Coleotteri. Il loro corpo ha una caratteristica forma globosa di dimensine variabile da un minimo di 2 a un massimo di 6-7 millimetri di lunghezza. Le ali anteriori, dette «elitre», sono lisce, lucide, variopinte e decorate con punti, strisce, disegni che per forma, colore e disposizione sono utilizzati dagli entomologi (gli studiosi degli insetti) per la loro classificazione. Le elitre servono da 'custodia' per le vere ali, molto sottili, che si possono ripiegare in più strati quando non vengono usate. La maggior parte delle coccinelle sono carnivore predatrici di afidi, cocciniglie e acari. Ci sono specie che si nutrono solo di afidi, altre solo di cocciniglie, altre solo di acari. Ci sono, infine anche specie «vegetariane» che si nutrono di funghi o di tessuti vegetali. 


Le ali e le elitre (immagine dal web)

Questa piccola amica dei giardinieri ha da sempre colpito l'immaginazione di bambini, poeti e artisti divenendo il soggetto di molte leggende e superstizioni: i Romani la ritenevano l'emblema di Giunone, dea della luce, del parto, della bellezza. Il rosso, da sempre, è associato alla vittoria sul nemico o sulle malattie. Si dice che il numero dei puntini indichi il mese che ci porterà fortuna. In alcune leggende popolari, la coccinella è associata alla Madonna vestita di un manto rosso adornato da sette punti che fanno riferimento a sette gioie o sette colori. Il sette, che è il numero dei puntini delle coccinelle più comuni, è associato alla fortuna. Gli antichi contadini inglesi pensavano che questo simpatico coleottero fosse un dono di Maria contro la piaga degli afidi.

Tra le tante storie legate alla nostra amica giardiniera ho scelto questa che inizia con una rosa:

C’era una volta un uomo di nome Urunti, che visse tantissimo tempo fa sulla terra. Urunti era un essere gigantesco e spettava a lui mantenere la giustizia fra le creature che abitavano il pianeta. A quel tempo non esisteva ancora la morte e tutti continuavano a vivere in eterno: nessuno nasceva e nessuno moriva.

Un giorno, Urunti decise di fare una passeggiata nel suo giardino fiorito e accarezzò la rosa per darle il buongiorno. Si ferì il pollice della mano con una spina e una goccia di sangue cadde a bagnare il terreno, ma, dato che non esisteva la morte, quella goccia prese vita e cominciò a camminare.

Urunti osservò la nuova creatura rossa con sei piccole zampe nere e decise di portarla con sé a conoscere il mondo; la piccola coccinella osservò attentamente, ma non vide cose che le piacquero. Gli animali si ferivano, invecchiavano ma non morivano mai, e lei, che era nata da poco, vide solo creature millenarie che oramai conoscevano già tutto. Per ricordarsi di quello che aveva visto, chiese a Urunti di disegnarle piccole macchie nere sul dorso, una per ciascuna delle ingiustizie che aveva osservato.

Urunti si meravigliò del desiderio della coccinella, le chiese cosa potesse fare lui per rimediare e preservare la giustizia:

“Permetti anche ad altre creature di vedere questo mondo e fa sì che gli animali stanchi e feriti possano riposare” disse lei.

Ma l’uomo non sapeva cosa fosse la morte, così la coccinella, per insegnarglielo, si punse con quella spina che aveva ferito il dito di Urunti e le aveva dato la vita. Da quel giorno, Urunti introdusse la morte e la nascita nel mondo e, dopo averlo fatto, decise infine di addormentarsi anch’egli accanto alla piccola coccinella dal dorso macchiato.


SE AVETE BIMBI PICCOLI INSEGNATE LORO IL RISPETTO PER LE COCCINELLE, SI POSSONO AMMIRARE MENTRE SVOLGONO IL LORO LAVORO. NON LE FATE RACCOGLIERE E METTERE IN SCATOLINE, MORIRANNO!



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