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Come essiccare le ortensie- how to dry hydrangeas flowers DIY

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Riprendo questo mio diario del giardino dopo una lunga pausa estiva che mi è servita non solo per riposarmi e ricaricare le batterie, ma anche per dare vita a nuovi progetti che coinvolgono direttamente anche questo blog. Sarà un lungo lavoro, ma sono fiduciosa che passo dopo passo, questo mio sogno possa diventare realtà. In giardino l'autunno si sta già facendo strada piano piano e uno dei lavori che possiamo fare in questo momento è essiccare le infiorescenze delle idrangee che si stanno già rivestendo dei colori caldi che tanto amiamo.  Ecco come ho fatto io stamattina, pochi passi semplici ed efficaci, garantiti da Laura di @gardenanswer.
Dopo un giro in giardino, ho scelto le infiorescenze di questa Hydrangea macrophilla di cui non conosco il nome, non solo per i bellissimi colori, ma anche per la particolare forma dei fiori stradoppi. A questo punto, ho tagliato i rami appena sopra ad una gemma, così: Dopo aver tolto le foglie, ho tagliato a metà il segmento inferiore in s…

Dio salvi il re...delle rose: David Austin, of course! - God bless the king of roses!

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Il mio roseto conta ormai una sessantina di esemplari, molti dei quali sono firmati David Austin. Un marchio che è certamente garanzia di bellezza e che ha fatto la storia delle rose moderne.  David Charles Henshaw Austin, nato nel 1926 nella contea dello Shropshire dove ha sede la casa madre della sua azienda, ha iniziato la sua carriera di ibridatore un po' per caso. Nato in una famiglia di appassionati di giardinaggio e di rose, ancora ragazzino decide di tentare l'avventura dell'ibridazione, l'incrocio di due piante per ottenere una nuova cultivar. Dopo anni di tentativi, nel 1961 riuscì ad immettere sul mercato la sua prima rosa dedicata ad una famosa stylist dei primi del '900, Constance Spry che fu subito accolta con grande entusiasmo. L'obiettivo che Austin si poneva era quello di creare nuove rose che unissero la forma e la fragranza delle varietà antiche con le caratteristiche dei ibridi di tè e delle floribunde, nelle cui vene scorre la linfa delle …

Hydrangea arborescens Annabelle

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La prima volta che ho visto dal vivo l'Hydrangea arborescens Annabelle è stato un anno fa durante la visita alla collezione di ortensie di Villa Piaggio (Masone) guidata dalla bravissima Eva Boasso.  Una lunga siepe, che nella penombra di una valletta appariva ancora più bianca, quasi accesa da una luce fatata che sembrava irradiare dalle grandi infiorescenze globose. Annabelle a Villa Piaggio
Inutile dire che è stato amore a prima vista, anche mio marito, normalmente immune ai colpi di fulmine floreali ne è rimasto colpito...questo è dir tutto! Come tutte le Hydrangee appartenenti alla specie arborescens, Annabelle è originaria del nord-america. Fu rinvenuta da J. C. MaDaniel nel 1910 nello stato dell'Indiana, nei pressi della cittadina chiamata Anna. Introdotta in Europa neglia anni '20, riscosse subito un enorme successo, specialmente in Inghilterra e Francia. La scrittrice Virginia Woolf e il marito Leonard ne furono affascinati e la impiantarono nel loro bel giardino…

Gladioli da riscoprire - Silky buds in bloom

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Tempo di gladioli in giardino. Fiori considerati un po' "d'antan", non si trovano spesso sui blog di giardinaggio o sulle riviste del settore. I loro lunghi steli portano una grande quantità di boccioli che si aprono in successione, garantendo una lunga fioritura e un giardino ricco di colore.
 L'unico esemplare presente, al momento, qui da me è un Gladiolus 'Green Woodpecker', del gruppo grandiflorus che mi sta regalando la sua bellissima fioritura: petali setati di un giallo acceso, quasi verde acido, con il cuore macchiato di rosso carminio. Il lungo stelo, alto quasi un metro, porta 25 boccioli che si aprono lentamente. Quando ho iniziato a coltivare questo giardino non ho trovato nessun gladiolo e da poco ho deciso di inserirli proprio per la loro lunga fioritura. Data la loro altezza, è consigliabile posizionarli sul retro delle bordure, cercando di abbinare i loro colori sgargianti a quelli delle piante vicine, per non creare squilibri cromatici tr…

Le calde sfumature della crocosmia- warm shades in the mixed border

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In questi giorni di inizio estate, l'aiuola principale della prima terrazza di cui si compone il mio giardino è letteralmente invasa dagli alti steli della Crocosmia masoniorum.


Le lunghe foglie che potrebbero farla confondere con un'erbacea, persistono per tutto l'anno in zone climatiche favorevoli come la mia, altrimenti, in autunno tendono a seccare. A inizio estate, entrano in scena i boccioli che si distribuiscono su lunghi steli sbocciando in successione. 
 Esistono diverse varietà di questa bulbosa originaria dell'Africa meridionale che, bisogna ricordarlo, è molto invadente. Per evitare l'affollamento che si vede nella mia aiuola, è bene in autunno, dividere i bulbi o "cormi" per seminarli in altre zone del giardino o farne dono a qualche amica.
La crocosmia  necessità di almeno alcune ore di luce, specialmente in inverno, sopporta bene la siccità, ma si consiglia di annaffiarla fino all'autunno con una certa regolarità. Può essere coltivata a…

Il nettare degli dei - Rose syrup, from Liguria with love

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Pochi sapori, per me, hanno un potere proustiano nel far riemergere ricordi del passato come quello dello sciroppo di rose. Ricordi legati al primo giardino che ho amato, quello della casa di campagna di Langasco dove ho trascorso le tutte le mie estati da bambina. Lì c'erano le rose centifoglie da sciroppo che mia mamma  usava per produrre questo nettare degli dei dal sapore delicato e dolcissimo che, se consumato con acqua fresca, è in grado di rigenerare dalla calura estiva.


Credo che ogni famiglia di origine ligure abbia la propria versione della ricetta dello sciropo che, da qualche anno, è stata codificata dal disciplinare Slow Food per conservarla e farla conoscere. In particolare è la zona della Valle Scrivia ad avere legato il suo nome alle rose da sciroppo. Secondo la ricetta del presidio Slow Food, si devono usare solo i petali di Rosa muscosa centifoglia e Rosa rugosa. La rosa muscosa, come dice il suo nome è una centifoglia spinosissima il cui bocciolo si presenta ric…

Dio salvi la regina e la sua rosa! God Save the queen and ver rose

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"Una rosa è una rosa, è una rosa, è una rosa" scriveva Gertrude Stein nel poema Sacred Emily del 1913, ripetendo in modo ridondante un nome comune che evoca nell'immaginario della gente uno dei fiori più amati e immediatamente riconoscibili da tutti. Ma cosa si cela dentro questo nome? Se si inizia a studiare il genere Rosa, ci si tuffa in un oceano immenso di forme, aromi e nomi. Il mondo delle rose è un universo tanto infinito quanto affascinante. A  me piace studiare ogni singola rosa che scelgo per il mio giardino, conoscerne le origini, la famiglia di appartenenza e il significato del suo nome, è una mania ormai, sono fatta così. Tra le tante rose che popolano il mio piccolo roseto ce ne sono alcune che ho trovato già lì, piantate chissà quando dalla famiglia di mio marito. Sono rose bellissime nella loro semplicità  e molto comuni. Oserei infatti dire che chiunque abbia ereditato un giardino, sicuramente le avrà trovate in qualche angolo o aiuola. Si tratta della …