Post più popolari

domenica 10 settembre 2017

Sapori antichi con l'erba luisa in cucina- Lemon verbena in the kitchen

Se penso alle estati della mia infanzia passate in campagna, una delle prime piante che mi vengono in mente è l'Aloysia citridora, appartenente alla famiglia delle Verbenaceae, comunemente nota come erba cedrina o erba Luisa (così chiamata in onore di Maria Luisa di Parma).


 In tutti gli orti o giardini un po' datati se ne trova sicuramente un esemplare, con il tempo, chissà perché è passata un po' di moda. Nell'orto di casa mia ho trovato un alberello di erba Luisa che si avvicina a compiere un secolo di vita, secondo mia suocera.


Questa pianta, le cui foglie sono ricche di proprietà digestive, antispasmodiche e rilassanti, è originaria dell'America Latina e fu introdotta in Europa nel XVII secolo. Non esige cure particolari, piantatela in un luogo soleggiato, annaffiate regolarmente nei primi anni di vita e poi dimenticatela. ....qualche potatura in inverno manterrà regolare e aggraziata la chioma.


L'uso culinario più comune per l'erba Luisa, dal forte aroma di limone è il digestivo alcolico. Non amando particolarmente i liquori, ho provato altre due ricette molto facili e gustose:
Sciroppo di erba Luisa:
500 ml acqua
100 foglie di erba Luisa
250 gr di zucchero
Preparare lo sciroppo facendo scogliere lo zucchero nell'acqua a fuoco lento. Mettere le foglie in una terrina dove rovescerete lo sciroppo bollente. Lasciate in infusione per una notte. Al Mattino filtrate, imbottigliate e mettete nel frigo.
Diluite lo sciroppo in acqua fresca!



Composta di mele renette e erba Luisa

1kg mele
300 gr zucchero
1 limone
Foglie di cedrina (a volontà: più se ne mettono più danno sapore)

Tagliare le mele a tocchetti, aggiungere lo zucchero e il limone e le foglie spezzettate. Cuocere a fuoco lento per 40 minuti. Mettere in vasetto sterilizzato e capovolgere.
Ottima con formaggi stagionati



Infine, le foglie essiccate e spezzettate si possono aggiungere al proprio tè preferito e secondo me sono anche un'ottima spezia per insaporire bistecche di maiale, pollo e pesce....proverò....

💙💚💛💜

Lemon verbena (Aloysia citridora- Verbenaceae family) was a vary popular plant in Italian gardens of the past, now it is a little bit forgotten, but it should be rediscovered because of its properties and taste.
Native of South America, it was brought to Europe in the XVII century. Its leaves have digestive, antispasmodic and relaxing properties. The plant doesn't need many cares, just plant it in a sunny place, water it regularly for the first  two years and then forget it. Maybe remember to prune it a little bit in winter.
In the past, Lemon verbena was used mainly to produce a digestive cordial. I've tried two different recipes, very simple and tasty:

Lemon verbena syrup:
500 ml water
100 leaves of lemon verbena
250 gr caster sugar

Put the water and the sugar in a saucepan and on the cooker. When the water boils and the sugar is melted, let it go for about 15 minutes and then pour it on the leaves. Let the brew rest for one night and then filter and pour it in a bottle. Keep the syrup in the fridge. When you want to taste it, pour a little bit in a glass with fresh water.

Lemon verbena and apples jam:
1kg of apples
300 gr sugar
Lemon verbena leaves (the more you use, the tastier your jam will be)
1 lemon

Chop the apples and put them in a pan with the lemon juice, the sugar and the chopped leaves.
Cook for 40 minutes, then put the jam in a sterilized jar, close it and put it upside down in a dark and dry place.
This jam is perfect as a garnish for seasoned cheese.

Dry leaves can also be added to your favourite tea. I also want to try it as a spice twith pork chops, chicken and fish....

martedì 5 settembre 2017

Dal giardino alla tavola: composta di uva- From the garden to the table: homemade grapes jam.

Se si pensa a settembre, una delle prime cose che vengono in mente è la vendemmia....è tempo di raccogliere i grappoli succosi delle nostre vigne e trasformarli in altrettanto buoni e dolci prodotti eno -gastronomici. Nel mio giardino c'è una vigna molto antica che si arrampica, ormai a stento, su un pergolato e che ci ha sempre regalato frescura nelle calde giornate estive. Mio suocero Lino💙💚💜faceva il vino da tavola con questa varietà un po' amarognola, quindi poco adatta ad essere consumata fresca. Ormai, la pianta è ridotta a coprire solo un angolino del pegolato, quasi sostitutita da due splendide rose rampicanti, ma continua a regalarci un bel po' di grappoli.


 Così quest'anno, sulla scia dell'entusiamo per la gara di marmellate, ho deciso di provare a trasformare la nostra uva in confettura e il risultato è stato molto soddisfacente.

Ecco il procedimento:

Confettura di uva nera, settembre 2017

Ingredienti:

1 kg di acini
450 zucchero
2 mele

Lavare e sgranare gli acini

Metterli in una casseruola e farli cuocere per circa 15 minuti a fuoco lento, poi tritarli in un passaverdure cercando di recuperare più polpa possibile.


Il composto di partenza vi sembrerà troppo liquido per poter pensare di ottenere una densità da marmellata, invece, non temete! La pectina delle mele vi sorprenderà!

Trasferite il succo/polpa in una casseruola e aggiungete le mele a pezzetti e lo zucchero. Cuocete per sirca 1h e mezza schiumando quando necessario.



La densità raggiunta vi sorprenderà, così come il suo sapore deciso, ma molto gradevole.
Saprete di aver terminato il vostro lavoro quando un cucchiaio di composto posto su un piattino scenderà verso il basso con difficoltà (o si fermerà del tutto).
Questa confettura è ottima sia da spalmare sul pane che per crostate o rotoli ripieni (ho provato con la ricetta di Mary Berry che presto posterò), ma è deliziosa anche come accompagnamento a formaggi molto stagionati o erborinati. Provare per credere!


💚💙💛💜

September is harvest time. I adore this period of the year when we can enjoy the last fruits of the garden. I have a very old grapevine which keeps on giving us a lot of its lovely grapes. My father- in- law used to make wine from it. This year I've decided to try a new homemade jam and I must say that the result is amazing.
Here's the recipe:

Ingredients:
1 kg grapes
450 gr custard sugar
2 apples

Wash and shell the grapes and put them in a pot. Let them go for 15 minutes, then grind in a food mill. Don't worry if the result is too liquid, the pectine of the apples will do a miracle.
Pour the mixture in a pot with the chopped apples and the sugar. Cook for 1h and a half.
You'll know if the jam is ready when it doesn't roll down a saucer too fast.
Your grapes jam will be perfect both for cakes (I'll post Mary Berry's roll soon) and as a contour for seasoned cheese.  Try it and let me know!

Le dalie in giardino

In un angolo del giardino, verso metà giugno, esplode un alto cespuglio tinto di rosa che sarà una vera gioia per gli occhi fino ad autunno inoltrato (anche se l'arsura di questa estate le ha messe a dura prova): le Dahlie, fiori a volte sottovalutati, ma dalla grande presenza scenica che, una volta terminata la propria esibizione spettacolare spariscono per riposare fino all'estate successiva. 

Queste amanti del sole sono ottime per le bordure miste tipiche del cottage garden. Ne esistono diverse varietà e prima di metterle a dimora è importante controllare l'altezza che raggiungeranno per non rovinare l'effetto d'insieme che si desidera ottenere:  le mie, ad esempio, superanoo il metro di altezza, quindi stanno bene tutte insieme a formare un grosso cespuglio e in un un'aiuola mista dovrebbero essere posizionate sullo sfondo. 


Esistono, tuttavia, anche Dahlie di piccole dimensioni  (le nane o le pompom), ottime per un primo piano o per un muretto a portata di sguardo. 

Gli esperti consigliano di rimuovere i bulbi a fine estate e di posizionarli in una cassetta su un letto di sabbia da riporre in un luogo asciutto fino alla nuova messa a dimora che avverrà a primavera. Questa è una buona cosa per chi, come me, spesso sbaglia le posizioni degli impianti e prova a spostare le piante fino a raggiungere un buon risultato (e mi consolo perchè grandi giardiniere come Gertrude Jeckyll o Vita Sackville-West spostavano e rispostavano i fiori fino ad essere soddisfatte). Nel mio caso,  non è necessario riporre i bulbi perchè gli inverni miti della Liguria non li mettono in pericolo. 


Ma da dove arrivano questi fiori ormai così comuni nei nostri giardini?
Fu un botanico allievo di Linneo a scoprirle alla fine del 1700 in Messico. Andrea Dahl (da cui il nome della specie) riuscì a riprodurle per semina e le portò in Europa, nell'orto botanico di Madrid.  Nel 1804 furono portate a Berlino, dove lo studioso russo Georgi iniziò le ibridazioni (in alcuni paesei europei le Dahlie, infatti, vengono chiamate Georgine  in suo onore).

Oggi si contano circa 30 specie del genere Dahlia e più di 20.000 cultivar dalle mille forme e dai mille colori, vera ricchezza per ogni giardino.




                                                  💚💙💛💜

In a corner of my cottage garden, a bush of pink Dahlias catch the eye and fill the heart throughout summer and autumn. They are on the border of my kitchen garden against a wall. They look so beautiful, even if they are sometimes a little forgotten in modern gardens. They love sunny places and they can be grown in bushes, like mine, or in mixed borders. Be careful, check the expected height of your plants before planting the bulbs, because some of them can be impressively tall. 
Dahlias are named after Andrea Dahl, a botanic who found them in Mexico at the end of the 18th century. They were first grown in Madrid and then borought to Berlin in 1804, where Georgi started nursering them.
There are 30 species of Dahlias today and more than 20.000 cultivar.

mercoledì 30 agosto 2017

I sapori del tempo - The flavors of time

"I sapori del tempo", ho voluto intitolare così questo post ricco di atmosfere d'antan: un antico paese arroccato alle pendici del Monte Antola; il sapore delle confetture che mi riconduce ai ricordi di infanzia, quando la frutta nella pentola sobbolliva sulla stufa di campagna; una piccola festa di comunità e ore liete trascorse in compagnia di amicizie nuove, ma molto care perchè radicate nelle stesse passioni condivise: la tutela del territorio, i dolci, il tè e il giardino.


L'idea di partecipare alla gara di marmellate organizzata dal Consorzio rurale di Tonno (Valbrevenna) è nata per caso, chiacchierando, anzi chattando con le amiche con le quali organizzo da un paio d'anni un evento dedicato al tè e al giardino. Una di loro, Enrica Ottonello (responsabile della comunicazione per la pregiatissima Antica Confetteria Romanengo di Genova) è stata invitata in giuria e ci ha lanciato l'idea di buttarci in questa nuova avventura. Nonostante fossimo all'inizio dell'estate e alcune di noi fossero già partite per le vacanze, abbiamo deciso di tentare la produzione di una confettura molto particolare e (a parer nostro) deliziosa, a base di cinorridi di Rosa rugosa (abbiamo un piccolo campo "comune" dove coltiviamo questa varietà che si usa per lo sciroppo di rose). Devo dire che, come spesso succede, il ricordo più bello che ho è proprio del pomeriggio trascorso insieme a produrre "l'esperimento": tante chiacchiere in allegria e spensieratezza!


Finalmente, il giorno della gara è arrivato e, a ranghi molto ridotti a causa delle ferie ancora in corso, siamo partite per Tonno. Non c'è da meravigliarsi se, ancora una volta, abbiamo scoperto che questa nostra Liguria è uno scrigno di luoghi bellissimi, magari nascosti e difficili da raggiungere, ma ricchi di fascino. La "Val Brevenna", anche nota come "valle dei castori" ne è ricca ed encomiabile è lo sforzo che le Pro Loco e vari gruppi di abitanti stanno facendo per far rivivere e popolare questi villaggi sospesi nel tempo. Basta poco per richiamare visitatori, anche una semplice gara di marmenllate con ben 43 partecipanti! 










Arduo è stato il compito della giuria composta, oltre che da Enrica, dal famoso "cucinosofo" Sergio Rossi e dalla food blogger Ilaria Talimani. Alla fine, sono state premiate le marmellate di  tre "esperti": due anziani del posto e la mia cara amica e food blogger Ilaria Fioravanti. La nostra marmellata non ha vinto premi, ma pazienza! Come si dice, l'importante è partecipare, divertirsi e stare insieme, quindi: missione compiuta! E adesso via, verso nuove dolcissime avventure insieme!



                            La giuria: Enrica Ottonello, Ilaria Talemani e Sergio Rossi


                                                      Le  43 marmellate in consorso


                                         
                                        Aldo Scorzoni, Consorzio Rurale di Tonno                                                        



        La signora Carla Avogadro, terza classificata (confettura di pesche)

     

           Il sig. Floriano Scorzoni, secondo classificato (marmellata di marroni)



Ilaria Fioravanti, prima classificata (confettura di albicocche e canditi)

💚💛💙💓

Enjoy the little things, this is my motto! And the things I like enjoying the most are the sweet company of friends who share my passion for country life, food and tea time; old atmospheres and remote country villages where time seems to have stopped forever! One of these remote villages is Tonno, in Valbrevenna, a valley of my beautiful Liguria, so full of stunning places not only on the sea bu also in its wild outback. I went ot Tonno last Sunday with a group of friends. We decided to take part into a homemade jam competition. We prepared a delicious jam with the buds of Rosa rugosa on a hot summer afternoon. It was so funny working together, chatting and laughing all the time. A friend of mine Enrica Ottonello, was invited as a judge. She's a real expert in sweets as she works for the most ancient and prestigiuos confectionery in Genova: Antica Confetteria Romanengo. The other members of the jury were Ilaria Talimani (food blogger) and Sergio Rossi (Food History expert). In the end we didn't win....but we had a lot of fun, that what really matters! And, after all the winner was my dear friend Ilaria Fioravanti (foodblogger: http://dolcisognare.blogspot.com) so I'm really happy for her!

lunedì 28 agosto 2017

Rose cuttings step by step

A very simple, and I hope useful, guide to spread your favourite roses everywhere (I usually exchange mine with other rose lovers).

1. Chose a branch with a lot of new buds and cut it below one of them. Then divide it in cuttings with at least 4 buds each. The following pictures (even though in Italian) shows you how to make a proper cut below the bottom gem (which will go into the earth) and above the top one. Leave at least two branches of leaves for the photosynthesis .



The cut on top must me oblique (in the opposite direction to the leavesof the gem so as to make rain water flow down easily).


                                                           (photo found on the web)

2. Put the cuttings in some water to keep them fresh.


3. Prepare a pot with 50% of sand and 50% of soil, pour some water in it to make it wet and plant the cuttings.

It is fine to plant more than one cutting in the same pot. Remember to write the name of the rose, this will help you when it is ready to be transplanted.


4. Now that all the cuttings are ready, put them in a shady but bright place and remember to keep the soil wet (not too much, though): the right degree of humidity and light will help the new roots growing.
Now, what you need is patience......only time will tell you if have a new rose is born! (it will be when new buds nd leaves grow, but let it its time to become strong before transplanting it. I suggest to put it in a bigger pot before settling it down in the garden)

Good luck! Let me know if you use other methds to make rose cuttings :)



mercoledì 23 agosto 2017

Ai piedi del Gran Paradiso

Ai piedi del Gran Paradiso, nello splendido paesaggio di Valnontey, piccola frazione di Cogne immersa nel primo Parco Nazionale d'Italia, si può visitare il giardino botanico alpino "Paradisia". Fondato nel 1955,  il giardino si estende su 10.000 mq e ospita 1.000 specie diverse di piante tipiche delle Alpi e di altre zone montane dai Pirenei all' Himalaya.


Piante da fiore, erbacee, erbe medicinali, ma anche muschi e licheni che ricoprono le rocce millenarie.
Il percorso è guidato e spiegato da cartelli tematici molto interessanti e da cartellini con i nomi delle piante.
Nel cuore della collezione, il girdino delle farfalle, dove le corolle colorate di rudbekie, echinacee, e geranium attirano insetti di ogni tipo. 
Mi sono fatta prendere un po' la mano e le foto sono tante.....se vi va, vi accompagno a fare due passi tra e piante di montagna....