domenica 5 marzo 2017

Quando la natura si fa arte

Vi è mai capitato di trascorrere un pomeriggio immergendovi talmente tanto nella bellezza delle ore da rimanere quasi sospesi nel tempo? A me succede ogni volta che incontro una persona speciale, e devo dire che, grazie a Dio e alle mie amiche, ne ho conosciute parecchie ormai.
Ieri, per me, il tempo si è fermato nel momento in cui ho ho varcato la soglia della bellissima casa di Carla Bruni Ravetti: acquarellista e maestra d'arte dai modi gentili e raffinati, che ha accompagnato me e le mie amiche Carla e Roberta in un viaggio fatto di aneddoti, ricordi, suggerimenti tecnici e bellissime immagini che hanno fatto scivolare via le ore come in un batter d'ali di quel perfetto pettirosso che fa bella mostra di sè sulla parete del salotto. 



Ad ogni angolo stupende creazioni botaniche talmente perfette da sembrare fotografie. Ascoltando Carla raccontare di quelle camelie dipinte con un gruppo di amiche a Villa Pallavicini o di quando fu ospitata per tre giorni in una splendida villa della riviera per dipingere su commissione le piante del giardino della proprietaria, non posso che sognare di potere anch'io, un giorno, raggiungere una tale perfetta esecuzione: ci vuole tempo, pazienza e tanta umiltà.

 




                                      

                             Le splendide ortensie di Villa Serra, dipinte da Carla dal vivo

Con una generosità che non tutti hanno, ecco che la maestra tira fuori la palette e i pennelli e improvvisa una lezione su come dipingere una foglia; i miei errori mi sono subito chiari: osservo avidamente ogni passaggio sperando di registrare nella memoria tutti i movimenti.


  

 

Passano le ore, troppo velocemente, ed è tempo di salutarsi con la gioia di potersi presto rivedere: allestiremo una mostra delle opere di Carla nell'ambito dell'evento di maggio "Un tè in giardino". In tale occasione ci sarà la possibilità di frequentare un corso sulle tecniche di base dell'acquerello, dipingendo deliziosi garofanini, e poi chissà....vedremo dove ci porterà il pennello!

venerdì 24 febbraio 2017

I fiori delle praterie

Con le loro capocchiette belle tonde e pronunciate, circondate da una corona di
petali più o meno fitta, le echinacee sono le regine dei fiori di campo, quelle che
ogni bimbo sa disegnare per la loro semplice bellezza, ma che forse sono un po’
snobbate dai vivai e dagli architetti paesaggisti.

With their round potbellied heads, surrounded by a crown of petals more or
less thick, Echinaceas are the queens of flower beds. Every child can draw their
simple beauty, even though maybe they’re a little bit ignored by nurserymen

and landscape architects.




Erbacee perenni appartenenti alla famiglia delle Asteracee (come le margherite) e originarie del Nord America furono battezzate Rudbeckia da Linneo, in  omaggio a O. Rudbeck, botanico svedese del XVII sec. Nel 1794, il genere fu rinominato da Echinacea (dal greco echinos, riccio) dal botanico Moench, forse  per la struttura dei semi che possiedono, alla loro sommità, un margine con 4 denti appuntiti richiamand così la figura dell’echidna, animale simili agll’istrice.


Echinacea is a genus, or group of herbaceous flowering plants in the daisy family.
The Echinacea genus has nine species, which are commonly called purple
coneflowers. They are found only in eastern and central North  America,
where they are found growing in dry prairies and open wooded  areas. They have large heads of composite flowers, blooming from early to late summer. The generic name is derived from the Greek word 
χνος (ekhinos), meaning "hedghog" due to the spiny central disk.

  
Mostrano una notevole adattabilità alle diverse condizioni ambientali; crescono spontaneamente sia nelle zone di pianura che ad alta quota (fino ad oltre 1500 m di altitudine), privilegiando aree aperte e soleggiate, senza esigenze particolari di terreno anche se prediligono suoli moderatamente fertili, ben drenati e tendenti al sabbioso, come quelli delle grandi praterie nordamericane.




They grow well in almost every climate and they are spontaneous both in plain areas and up to 1500 m of altitude. They prefer sunny areas and well drained sandy soil.
Fioriscono da primavera ad autunno inoltrato, prima di cadere nel loro meritato riposo vegetativo. Inutile dire che i loro colori sgargianti sono un invito a nozze per api e farfalle che diventeranno ospiti abituali del vostro giardino.
They bloom from spring to late autumn, before falling asleep during winter time. Their bright lively colours attract plenty of bees and butterflies which will become habitual guests of your garden.

Alte fino a 100 cm, si possono usare per bordure e aiuole, ma io le trovo perfette compagne delle rose. Abbinando i colori tono su tono o per contrasto (giallo-arancio; rosa-amaranto; bianco-su tutto) si creano angoli di grande attrattiva.

Echinaceas are up to 100 cm tall, so you can grow them in the background of your flower beds matching their colours to those of your roses, for which they’ll be perfect companions.




Io non amo molto recidere i fiori del giardino per decorare la casa, ma se coltivate in abbondanza, le echinacee ci perdoneranno quando decideremo di sfoltirle un po’ per portare anche in salotto quel tocco di colore così semplice che ci sanno regalare.
I don’t like cutting flowers, but if you grow plenty of these beautiful flowers, they’ll forget you even though you decide to take some of the minto your living rooms.
Non solo decorative, queste delizie degli occhi sono anche utilizzate per le loro proprietà medicinale: i nativi americani usavano il rizoma per curare piaghe e affezioni varie della pelle, ferite da traumi, da morsi dei serpenti, vaiolo, morbillo, parotite epidemica, artrite e preparazione di collutori.
Oggi, l'Agenzia Europea per i medicinali (EMEA) ha approvato l'uso di estratto di fiori di Echinacea purpurea per la prevenzione e il trattamento del raffreddore, anche se non dovrebbe essere assunto per più di 10 giorni  e solo dagli adulti.

Echinacea purpurea
 is used in Folk medicine. It can heal cold and other  inflammatory diseases, but scientists suggest to use it only for 10 days and it  is not recommended for children at all.




Non è semplice trovarle in Italia, suggerisco di dare un’occhiata al sito www.vivaiozanelli.com dove ne troverete tantissime varietà che vi riempiranno gli occhi e magari anche i giardini di allegria! 






Foto tratte dal web











giovedì 23 febbraio 2017

I frutti del sole


Recentemente ho avuto la possibilità di studiare il mondo degli agrumi: ho aperto un vaso di Pandora dal quale sono uscite e continuano a uscire meraviglie. Così ho deciso di dedicare una serie di post a questi frutti del sole che regnano sulla tavola invernale e che crescono con vigore nel grande orto-giardino che è la Liguria.

Recently I've done research about Citrus Fruits: discovering a world full of  endless wonders, so I've decided to write a few posts about the "Fruits of the sun" that enrich our winter tables and that grow so well also in Liguria: the garden-orchard of Italy.




 Gli agrumi fanno parte del genere Citrus, appartenente alla famiglia delle Rutacee. Sono originari dell'India e dell'Estremo Oriente, ma oggi crescono spontaneamente anche in Indonesia, Malesia, Nuova Guinea e nelle Filippine.
Le varietà dal cui incrocio hanno avuto origine tutte le altre sono il pomelo, il mandarino e il cedro, ben noto  ai Romani come pomo di Persia, che pare sia stato il primo agrume a raggiungere l’Europa.
È documentato che i Romani nel I secolo conoscevano anche il limone e l'arancio amaro, ma la loro coltivazione è stata introdotta nel Mediterraneo solo nel X secolo dai Saraceni. La coltivazione dell'arancio dolce invece è stata introdotta dai Portoghesi nel secolo XVI, mentre risale addirittura al secolo XIX l'acquisizione del mandarino. Oggi gli agrumi sono largamente coltivati nella fascia subtropicale di tutto il mondo. Oltre che in Asia e nel Mediterraneo. 



Citrus Fruits belong to the genus Citrus of the Rutaceae Family. They come from India and the Far East, but today they also grow spontaneously in Indonesia, Malesia, New Guinea and the Philippines.
The three original fruits are considered to be the pomelo, the tangerine and the cedar, already known to the Romans who called it “The fruit of Persia” and which probably was the first citrus fruit imported to Europe.
By the 1st century, the Romans also knew lemons and bitter oranges, even though their cultivation on the Mediterranean coasts started in the 10th century. Sweet oranges were introduced by the Portuguese in the XVI century and the tangerine arrived to Eutope only in the XIX century.
Today Cirtus Fruits are grown almost everywhere from the USA to Asia, from the Mediterranean to Oceania.
 

Pomelo (Citrus maxima)  nativo del sud dell'Asia e della Malesia dove è 

conosciuto da più di quattromila anni. Fu introdotto in Cina attorno al 100 

d.C., e ancora oggi è coltivato nelle regioni meridionali e in Tailandia. È il più 

grande tra i frutti dei Citrus e  può arrivare a pesare fino a 10 kg.

Il pomelo ha un apporto calorico di circa 30-40 Kcal per 100g, ha un elevato

 contenuto di vitamina C con un buon contenuto di vitamina A e tracce di B1,

 B2, B3 e B6[. La vitamina C nel Pomelo aiuta l'assimilazione e l'assorbimento 

del ferro. Tra i sali minerali spicca il potassio. Contiene inoltre acido folico e

 betacarotene. In Asia le foglie di pomelo vengono usate come decotto curativo

 per l'ulcera e le ferite. Devo ammettere onestamente che ignoravo l’esistenza di

 questo prezioso alleato per la nostra salute. L’ho trovato per caso in un 

supermercato e l’ho trovato delizioso: molto simile al pompelmo, ma dolcissimo. 


Provatelo!


Pomeloes have been known in Asia and Malesia for more than 4.000 years. They were introduced in China around 100 A.C. and it is still grown in the  southern regions and in Thailand. It’s the largest fruit of this genus and it can weigh up to 10 kilos. It’s very rich in C vitamin that helps the  assimilation of iron. It’s also got a lot of folic acid , potassium and minerals. In Asia its
leaves are used to heal ulcer. I must admit that I really ignored the existence of this precious fruit. I’ve unexpectedly found it in a local market and I found it really  delicious: very similar to the taste of grapefruit, but sweeter! Try it!


Cedro (Citrus medica) Originario dell’Asia sudorientale, è conosciuto in Europa fin dai tempi antichissimi.  Il nome, derivato dal latinocitrus, coincide con la traduzione di cedrus, nome dato alla conifera (i famosi cedri del libano che fornirono il legno per tante imbarcazioni nel mondo antico). Il frutto è grande 20–30 cm, giallino, ovale o quasi rotondo, talvolta con una leggera protuberanza al peduncolo e un po' appuntito dalla parte opposta. La buccia, molto ruvida e spessa, costituisce fino al 70% del frutto. In Italia oggi è coltivato soprattutto in Calabria.
Il cedro viene impiegato per la preparazione di bibite analcoliche e frutta candita, ma principalmente viene usato nell'industria farmaceutica per la produzione di olio essenziale. L'essenza ricavata dal cedro è però facilmente deteriorabile, per cui solitamente si usa corretta con l'essenza di cedrina, una varietà usata esclusivamente per la produzione dell'essenza. Dalla cedrina si estrae un olio essenziale con forte odore di cedro che rimane limpida. È dunque un eccellente sostituto, tanto che vari agronomi propendono per l’ abbandono delle coltivazioni del cedro a favore di quelle della cedrina.



Ceddar: native to south-east Asia, it’s been Known in Europe for centuries. It’s name comes from the Latin “Citrus” and it’s the same as the translation for “cedrus”, the conifer native form Lebanon which was used to build ships in ancient times. The fruit is 20-30 cm big, almost round. It’s got a rough, thick skin. In Italy it’s grown especially in Calabria. It’s used to make drinks,  candied fruit or mustard. It’s essential oil is largely used in the pharmaceutical industry, even though today industries prefer to use lemon verbena because its scent lasts longer.

Mandarino (Citrus reticula)
Il mandarino è un arbusto poco più alto di due metri, in alcune varietà fino a quattro metri. I fiori sono piccoli, bianchi, profumati e singoli. Le foglie sono piccole e profumatissime. Il frutto dolce, succoso e pieno di semini è un classico della tavola di Natale, almeno in casa mia.
I mandarini sono normalmente consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita. Dalla buccia si estrae un olio essenziale che è un liquido di colore giallo oro leggermente fluorescente, per godere a pieno del suo profumo, è sufficiente mettere le bucce sul termosifone o su una stufa: la casa si riempirà di quell’odore così tipicamente invernale!


Tangerine: it’s a 2 m high tree. Its’ flowers are small and very scented. The leaves have got an intense scent too. The sweet juicy fruit full of seeds is a classic guest on the Christmas table, mine at least!
Tangerines are normally used as fresh fruit or used to produce jam or candied fruit. Tangerine mustard, with its intense taste, is consumed with boiled meat in Piedmont, but not only. You’ll be able to smell the intense fragrance of its essential oil if you put the skin on a radiator or a stove: your home will be filled with a warm perfume so typical of Christmas time!
  
Le immagini sono reative all'evento "Dolce Trasta, agrumi e cioccolato in tazza" organizzato dal comitato culturale Quellicheatrastacistannobene di cui faccio parte.

mercoledì 4 gennaio 2017

Cascate di colore e angoli di storia: cresce il mio roseto!

Tempo di scegliere nuove rose per il mio Secret Garden. Sfogliando libri e cataloghi mi sono imbattuta in un gruppo di piante prodotte in Inghilterra agli inizi del ‘900: gli ibridi di moschata. Se rispettiamo la convezione secondo la quale si definiscono “Antiche” le rose prodotte prima del 1900, Felicia, Penelope, Cornelia, Vanity, Ballerina e le loro compagne devono essere classificate come “moderne” anche se la loro storia è profondamente radicata nella mia amata Inghilterra Vittoriana, periodo di formazione del  loro creatore: il Reverendo Joseph Pemberton.


It’s time to choose new roses for my Secret Garden and while looking at books and catalogues, I’ve come across a group of plants produced in England at the beginning of the XX century. If we respect the conventional dating for “Ancient Roses”, Felicia, Penelope, Cornelia, and the others must be considered as “Modern Roses”, as they were produced after 1900. However, their history is deeply rooted in my beloved Victorian England, the background of their creator: Reverend Joseph Pemberton.

Chiudiamo gli occhi, dunque, e viaggiamo con la fantasia. Siamo nel 1864. Entriamo in punta di piedi nel giardino di un cottage vittoriano, stracolmo di rose: quelle in voga da anni (Maiden’s Blush o Coscia di Ninfa, Tuscany, Aimée Vibert, Rosa Mundi, Red Province and Lucinda) spostate nelle aiuole più remote per lasciare spazio ai nuovi arrivi, perché si sa, anche il giardino segue le sue mode. Tra queste “novità”, il padre rosomane del piccolo Joseph, scelse una delle mie preferite: Souvenir de la Malmaison che toccò il cuore anche del ragazzino, tanto che alla partenza per il collegio se ne portò dietro una talea per sentire meno la nostalgia di casa.
  Souvenir de la Malmaison
Let’s close our eyes and dream back to 1864. We’re in a beautiful Victorian cottage garden heaped with roses, of course. Over there, in the oddest corners we can spot old fashioned plants (Maiden’s Blush, Tuscany, Aimée Vibert and Rosa Mundi), while here, in the main flowers-beds, a triumph of the new standard roses chosen by young Joseph’s rosemaniac father. Among them, purchased from Thomas River’s Hertfordshire nursery, Joseph fell in love with one of my favourite roses: Souvenir de la Malmaison. He liked it so much, that he would take it to boarding school with him as a way to feel close to his home.

Che bella questa immagine di un ragazzino che porta con  sé i suoi affetti riflessi in una rosa. Quella pianta ne sa di casa, nei momenti di solitudine gli ricorderà la famiglia e lo consolerà….le rose sanno fare anche questo: riempiono il cuore.

I simply adore the image of this kid who sees in his rose a reflection of his beloved family. That flower smells of home and in his moments of deepest homesickness, it’ll comfort him….. that’s what roses can do: they simply fill up your heart!

Dopo la morte del padre, nel 1874 Joseph e la sorella iniziano partecipare a concorsi e mostre e nel 1876 si iscrivono alla National Rose Society appena creata. Negli anni seguenti, il Reverendo Pemberton inizia il suo ministero a Collier Row, continuando a coltivare la sua passione per le rose e a vincere premi e onorificenze. Nel 1911, con l’aiuto dei suoi giardinieri John e Ann Bentall, iniziò a ibridare le sue prime varietà. L’ambizione era di creare nuove piante rifiorenti che arrivassero addirittura fino a Natale. Le nuove nate, ottenute dalle piante madre “Trier”(una multiflora appartenente alla famiglia delle “Synstilae” introdotta da Lambert nel 1904)  e Aglaia (incrocio di multiflora e Reve d’or, Noisette) furono chiamate “Ibridi di Moschata”.
 Aglaia

 After his father’s death in 1874, Joseph and his sister started to take part into rose shows and competitions all over the country, and in 1876 they joined the new born National Rose Society.  In the following years Reverend Pemberton began his ministry in Collier Row, still growing his passion for roses and winning awards for his plants. In 1911, he eventually began to breed new varieties with the help of his gardeners John and Ann Bentall. His dream was to create long lasting plants which could be in bloom up to Christmas. As mother plants, he chose“Rose Trier” ( a multiflora belonging to the Sinstylae family and introduced by Lambert in 1904) and “Aglaia” (multifloraXReve d’Or, by Noisette). The new born roses were called “Hybrid Musks”.
 Trier

In punto di morte, nel 1926, il Reverendo Pemberton volle essere portato al piano superiore della casa, per poter  chiudere gli occhi ammirando la passione di una vita: le sue amate rose.
Dopo la sua morte, i roseti furono ereditati dal giardiniere Sprizen e dai coniugi Bentall che continuarono la sua opera, passando poi l’azienda al figlio Jack che la portò avanti fino agli anni ’70.
Il Pemberton Rose Garden è visitabile nel villaggio di Havering-atte-Bower, Nello Essex. Qui troviamo l’ultima residenza del Reverendo Pemberton, Round House e le sue meravigliose rose…a proposito, volete sapere quali ho scelto per il mio giardino?
Ve le presento!







  Cornelia (1925)


 Felicia (1928)



 Penelope (1924)

 Before dying, in 1926, Reverend Pemberton asked to be brought upstairs, so as to close his eyes while admiring hs life-long passion: roses.

After his death the rose gardens were inherited by the gardener Sprizen and by the Bentalls who kept on his work at the nursery leaving it to their son Jack who worked there up to the ‘70s.

Today, you can visit Pemberton Rose Garden in Havering-atte-Bower in Essex. Here you can find the late Pemberton’s home The Round House and its wonderful roses….by the way, would you like to know which roses I’ve chosen for my garden?

Buff Beauty (Introduced by Bentall in 1939)




Ballerina (1933 Bentall)


Cosa dite, ho scelto bene? Non vedo l’ora di vedere la cascata dorata di Buff Beauty e di Penelope accanto ai grappoli rosa delle loro sorelle che doneranno un tocco di grazia delicata al mio giardino e ai suoi angoli di storia.

So, what do you think? Have I chosen well? I’m looking forward to admiring Penelope and Buff Beauty’s golden locks next to the pink clusters of their sisters. A touch of sweet grace for my garden and its corners of history.

Fonti:
Roses du Temps passè, Vivaio Anna Peyron
Rose perdute e ritrovate, Mimma Pallavicini e Carlo Pagani, ed. Pendragon
Le immagini storiche del Revernedo Pemberton sono state gentilmente concesse dal Pemberton Rose Garden che ringrazio per le informazioni storiche e per la gentilezza
http://www.pembertonroses.org.uk/the-roses